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mercoledì 7 giugno 2017

Il dramma dell'estate...

Quando arriva giugno si è automaticamente autorizzati ad uscire di casa senza giacchetta, ad usare le scarpe aperte e a farsi la coda anche la sera, sollevando i capelli. Solitamente l'umore migliora, si sta meglio, anche con sè stessi, c'è più luce e quindi sembra che le giornate durino di più, si ha più voglia di uscire, di vedere gente, di sorri...no.
Scusate, io ci ho provato, anche con me funzionava, almeno fino a qualche anno fa. Quando, più o meno, giugno corrispondeva con la fine della scuola e quindi con mare e vacanze e riposo. Oggi invece il caldo corrisponde a puzze indicibili sui mezzi pubblici, orripilanti piedi che si presentano vicino e a volte ti sfiorano, allo stesso tempo i tuoi piedi che vengono martoriati, saune gratuite e mancanza di respiro. 

No, perdonatemi, ma l'estate non è più felicità, ma è un dramma, per chi come me, dopo il ponte del 2 giugno, lavora ininterrottamente fino ad agosto.
La mattina, quando non c'è nessuno e ancora si respira, sui mezzi c'è l'aria condizionata sparata a mille, mentre il pomeriggio quando torni esausta, distrutta dal lavoro e dal caldo, non solo non c'è l'aria condizionata, ma ci sono milioni di persone ammassate e i finestrini non si aprono nemmeno.


Di seguito un elenco di piccoli accorgimenti:
  • vestirsi molto leggeri, ma porare sempre una giacchetta e/o un foulard per proteggere il collo dall'aria condizionata troppo forte.
  • tenere i piedi protetti e quindi rivolgere le spalle, per evitare che vengano selvaggiamente pestati
  • mettersi vicino alle porte - nel caso non si è riusciti a sedersi, così da respirare ogni volta che si aprono.
  • se c'è qualcuno più alto di voi, cercate di non mettervi accanto a questi, rischiate di ritrovarvi a respirare sotto la sua ascella.
  • se sentite che una persona odora vagamente di soffritto, cercate di non posizionarvi di fronte ad essa, se non volete respirare aglio per il resto della traversata.
  • Pregate.


martedì 30 giugno 2015

La vera storia del mito "d'estate si dimagrisce"


Chi ha messo in giro questa voce, questa bellissima idea che d'estate, fisiologicamente, si dimagrisce, doveva senza dubbio essere un viaggiatore sui mezzi pubblici di Roma. 
Io, d'estate, col relax, con le vacanze, col mangiare come e quanto voglio, col mangiare brioche col gelato, sono sempre ingrassata di almeno un chiletto, un chiletto e mezzo. Quest'anno sono ingrassata durante l'inverno. Cambiando ritmo di vita e anche tipo di cucina, mangiando ai ritmi del mio fidanzato che è uno stecco lecco pur mangiandosi il mondo, ci può stare. Non dirò quanti chili ho preso, ma posso supporre quanti ne ho persi e ne perderò in questi mesi estivi, andando semplicemente sui mezzi pubblici.
In estate i mezzi pubblici funzionano così, è una legge ( forse di Murphy ) provata e comprovata:
se sali in un mezzo completamente vuoto, l'aria condizionata è talmente forte che sei costretto a mettere il maglioncino. In ogni caso due volte su tre sei talmente sudato quando sali, che il freddo congela il sudore addosso e non hai scampo: l'influenza arriva impetuosa.
Se invece sali su un mezzo pubblico pieno, l'aria condizionata non funziona, non solo, non funzionano neanche i finestrini. Vedi la morte da molto vicino, morte per asfissia, morte per fetore, morte disciolta. Tuttavia se riesci a sopravvivere, non solo poi hai molti più anticorpi, ma ti ritrovi con una sauna a gratis: un chiletto in meno è assicurato.
Così, se non avete voglia di andare a correre, nè di fare diete massacranti, prendete un autobus o un tram alle 9,30 del mattino e il gioco è fatto!