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mercoledì 28 novembre 2018

Corsa contro il tempo: troviamo una casa che mi devo operare!

Non scrivo da luglio scorso, quando sono caduta rovinosamente attirata da una forza invisibile e prepotente. E da luglio di cose ne sono successe anche troppe, così tante che forse un foglio di carta, benchè digitale, non basterà per raccontarle. Innanzi tutto mi sono messa a dieta: no, non volevo dimagrire, ma ho dovuto, perchè ho iniziato a soffrire di coliche dovute ad un calcolo alla colecisti che sapevo di avere ma che, bastardamente, ho ampiamente sottovalutato. E così, rinunciando alla carbonara, alla salsiccia, al salame, ai fritti, al burro, ho perso sette kg, e qualche etto di felicità, guadagnando però tanto in salute. La visita chirurgica ha sentenziato che avrei potuto tirare, con la dieta, fino ad ottobre, tuttavia a settembre ho preso un altro appuntamento e si... mi sarei dovuta operare, non si sapeva bene quando. Mi avrebbero chiamato loro.

Nel frattempo, giusto per mantenere sereno il mio animo e non stressarmi troppo, a fine luglio io e il mio fidanzato ci siamo trovati a prendere la decisione di andare finalmente a vivere in una casetta un po' più grande. Il nostro nido d'amore resterà sempre il nostro nido d'amore, ma effettivamente dopo cinque anni cominciava ad essere un po' troppo stretto, per quanto noi vicini vicini siamo sempre e comunque stati bene. 

Vi dico, che se cercate casa a Roma, dovete mettervi di sana pazienza, rovistare tra tutti i miliardi di articoli assurdi, visitare appartamenti improponibili e scansare i miliardi di seminterrati che ci sono qui a Roma, miliardi, milioni di miliardi spacciati per "piani terra", o per "leggermente seminterrato", che vi fa ritrovare in pochi istanti sepolti in casa. Scansare le agenzie che vi vogliono svuotare il conto in banca e magari vi propongono pure contratti in nero loschissimi in cui non si sa neanche chi è il padrone di casa perchè è qualcuno di "importante" e non può essere disturbato. Vedrete case carissime, dove non c'è nulla, neanche il riscaldamento e i fuochi della cucina, ma tanto esistono le stufe no?

Beh, quando avevamo quasi rinunciato l'abbiamo trovata, giusto un paio di giorni prima che mi chiamasse l'ospedale per la preospedalizzazione, lo scorso 30 ottobre. Questa storia di case e ospedali, va raccontata insieme, perchè le cose sono combaciate che quasi sembra un miracolo e sono successe praticamente assieme. Dopo la preospedalizzazione, ho chiesto per motivi di lavoro e di vita, che l'intervento non avvenisse prima del 15 novembre. Mi hanno quindi chiamato per l'intervento il 21 novembre. Era il 5 quando io e il mio fidanzato abbiamo firmato il contratto. Dal weekend successivo abbiamo cominciato a portare qualcosa... ci siamo accorti però, che le cose erano troppe, ma ormai c'eravamo messi in testa di fare il trasloco da soli (cosa che, come per la casa a Roma, non fatelo. Mai. I soldi del trasloco sono soldi guadagnati in salute!). Abbiamo optato che avremmo finito di portare le cose solo dopo che ci avessero attaccato la linea internet. Così è stato il 13, e quindi il weekend del 17 ci siamo trasferiti. E' stata la nostra prima notte nella nuova casa.
Io ho pianto quando ho lasciato la vecchia e ora sono felicissima di stare in quella nuova che sento già mia. 

Il 20 doveva essere il mio ultimo giorno di lavoro prima dell'intervento, ed il 20 sera mia madre sarebbe arrivata da palermo. Il 20 mattina mi chiama l'ospedale facendomi sapere che il posto letto si era liberato e dovevo ricoverarmi subito per occuparlo se non volevo rischiare di perderlo, e io non potevo rischiare visto che mia madre sarebbe arrivata quella sera e non potevo rischiare di farle fare un viaggio a vuoto. Così mi sono ricoverata il 20, mi sono operata il 21 e il 23 sono uscita d'ospedale. Sono stata a casa con mia madre fino ad oggi che è dovuta andare via. E se non avessi avuto una casa, non avrei saputo come fare, perchè non avrei potuto ospitarla, e lei non mi sarebbe stata vicino e io, senza di lei, forse non sarei riuscita a stare bene. Oggi è andata via, è inutile che vi dica quanto mi manca, si?

Vi ho fatto una cronistoria, per farvi sapere che sono viva, che spero di stare meglio perchè comincerò una vita in qualche modo nuova, con nuovo cibo, nuova salute, e una nuova casa. E magari, riuscirò a riprendere a raccontarvi le mie fantastiche avventure, con tanto di dettaglio sull'intervento e l'anestesia, che vi confesso, a posteriori: è una figata assurda!

A presto!

lunedì 1 agosto 2016

Sono una ragazza ANSIA & SAPONE!

Sono mesi che riesco a scrivere sempre meno, l'ultimo mio post infatti risale al mio trentesimo compleanno ed è stato quasi d'obbligo. Non che non abbia cose da dire, comunque, semplicemente mi ritrovo ad avere poco tempo per me, poco tempo in cui, come adesso, posso scacciare dalla mente le ANSIE... 
No va beh, scherzavo. Io non posso scacciare da me le ansie praticamente mai, io vivo d'ansia. Pensate che l'altra volta ho ripetuto la parola ansia in una stessa frase per tre volte e alla domanda successiva del mio fidanzato ho risposto "no, mai, che ansia". Subito dopo sono scoppiata a ridere perchè mi sono resa conto da solo di quanto fosse assurdo.
Ma è vero: io ho l'ansia. Ci convivo e ci vivrò per sempre e sicuramente andrò a peggiorare e quindi ecco la classifica delle dieci cose che mi danno più ansia (non in ordine di importanza o di livello d'ansia che mi trasmettono, ovviamente).
1) Il buio, io odio il buio, ho paura, lo detesto, quindi devo addormentarmi con almeno un filo di luce, e se c'è qualche rumore in sottofondo che mi indica che c'è qualcuno sveglio che mi protegge è anche meglio.
2) Le strade vecchie delle città. Sapete quelle strade strette strette che i balconi di fronte quasi si toccano gli uni con gli altri? Li dove è tutto grigio e di pietra fredda, i tetti alti, gli androni con l'eco. Quelle strade mi mettono tremendamente ansia.
3) La campagna, specie quella silenziosa e abbandonata, io in campagna o in montagna (è uguale) non potrei viverci mai.
4) Mi da l'ansia essere in ritardo, sempre, qualsiasi sia l'appuntamento e allo stesso tempo mi da ansia chi mi mette fretta nel prepararmi. Se mi si da un orario io riesco a calcolarmi perfettamente, ma poi non mi si deve mettere fretta. Se l'orario cambia in corso d'opera non è colpa mia.
5) Mi da ansia, sempre, terribilmente partire e fare le valigie, soprattutto se parto con l'aereo...e io parto sempre con l'aereo, quindi ho sempre l'ansia. Ansia di arrivare tardi, ansia che mi imbarchino la valigia, ansia che il volo venga spostato o addirittura cancellato (forse perchè mi è successo più di una volta e ormai c'ho il trauma). ANSIA ANSIA ANSIA.
6) Mi da ansia stare da sola, non riuscirei mai a vivere da sola, quindi prego di riuscire ad avere almeno due figli (tra circa anni imprecisati) e mi facciano tanti nipoti che mi amino immensamente. 
7) Mi danno l'ansia quelli che sui mezzi (potevo non citarli visto che oramai sono talmente imparanoiata che dico bus quando voglio dire panino!?) ti vedono salire, e ti vedono che sei bloccata davanti alla porta, schiacciata come una sardina, che a stento respiri eppure vengono comunque li a chiederti "Scusi, scende?!" Ecco, su questi mi concederò una piccola parentesi e deviazione di tema: ma è mai possibile che io mi "scafazzo" contro la panza sudata di un tizio, rischiando il colera e altre 568879 malattie infettive, solo per una cazzo di fermata? No dico, ma quale deficiente lo farebbe?! Io no, e sicuramente mai nella vita. Vorrei tanto rispondere: NO, NON SCENDO, SONO APPENA SALITA E TU NON PUOI PASSAREEEEE. Magari faccio pure una folgore in pieno stile Gandalf e dico agli altri dietro di me "FUGGITE SCIOCCHI!" Che ansia!
8) Mi da ansia mia madre, ma non perchè faccia qualcosa. Io amo mia madre, ma se ho l'ansia, è perchè lei ha l'ansia. E dunque quando ho l'ansia sentire lei è come uno con il diabete che si mangia una cassa intera di zollette di zucchero. "Mamma ho un pò di mal di testa" - "Ah, e te la sei fatta la visita? il medico che ti ha detto? te la sei presa la buscofen? ma è forte? Prenditi l'ANTIBIOTICO che ti passa tutto."
Anche su mia madre devo fare una parentesi. Avete presente il film "il mio grosso, grasso, matrimonio greco"? Dove il padre di lei cura tutto col vetrix? Ecco, mia madre cura tutto con l'antibiotico. "Mamma ho un pò di influenza" - "prenditi l'antibiotico". Che poi io di medicine, meno ne prendo e meglio è visto che soffro di gastrite cronica (chissà come mai eh?).
9) Mi danno ansia i bambini. Io tendenzialmente non piaccio ai bambini, e io di loro ho un pò di paura perchè non so mai come prenderli e come rapportarmici. Probabilmente con il tempo, con figli miei, questo cambierà, ma al momento quando devo avere a che fare con bambini, mi viene l'ansia.
10) Le case vecchie mi danno l'ansia. Avete presente quelle case in perfetto stile anni 50, ma non di classe, che hanno quell'odore di cose antiche, ma non un odore buono, quasi un odore di muffa, difficile da sopportare, coi muri tutti bianchi, la cucina coi fuochi vecchia di mille anni, gli sportelli rovinati, mai cambiati, e le stanze da letto con il letto in ferro battuto e i lumini sui comodini o quei tremendi armadi con gli specchi sul legno antico e lucido. Vorrei morire, quando entro in case così. 
LASCIATEMI STARE, HO L'ANSIA.

lunedì 15 giugno 2015

Tornare a casa...

Di tanto in tanto si torna a casa... non quella attuale, dove vivo col mio fidanzato, ma quella dove ho vissuto i miei primi 28 anni, quella della me bambina, che ha ancora un incessante bisogno della mamma, quella dove ci sono i miei grandi amori pelosi: micia e coso grigio, che io chiamo Jd, ma che mia madre si ostina a chiamare "Nico", anche se di "nico" ovvero "piccolo" (e non il diminuitivo di Nicola) non ha più nulla ormai, essendo una bestia grigia e grassa di circa sette kg.
Cerco di tornare a casa quando posso, a volte per anche solo un giorno...perché, lo confesso, sono mammona e i miei gatti mi mancano da morire. A volte torno soltanto per recuperare qualche vestito o qualche paio di scarpe, che nella nuova casa, essendo veramente piccola, non ho dove mettere. Ogni tanto è semplicemente una scusa, torno perché il distacco non è mai indolore e il bisogno di respirare l'aria palermitana diventa incontrollabile e incontrastabile, anche se a volte fa puzza di munnizza.
Quando torno per qualche giorno in più, assentandomi dallo stage che per ora faccio e estraniandomi completamente dal Caos di Roma, rientrare nella quotidianità poi è veramente traumatico. Specialmente se in quei giorni di riposo a casa c'è pure mio fratello e mia madre si sbizzarrisce nella sua meravigliosa cucina: in 4 giorni 4 chili...solo che è una dieta all'ingrasso, ahimè. E poi il mare, e poi, come rido con mio fratello con nessuno mai.
Essere tutti e tre di nuovo assieme, come un tempo, è un'emozione fortissima che non posso dimenticare e che mi manca costantemente, ogni giorno della vita. Ma si cresce e quando si cresce ci si rende conto che è inutile fare progetti, immaginare di vivere tutti vicini, perché poi la vita ti schiaffa davanti l'assoluta ed indiscutibile verità che non possiamo fare nulla per cambiare il destino, che le nostre strade spesso e contro la nostra volontà si dividono. In fondo va bene così, siamo fortunati, siamo felici nei nostri nuovi spazi, sia io che mio fratello abbiamo l'amore, un "quasi" (nel mio caso) lavoro e una casa. Non ci manca nulla... no bugia, qualcosa ci manca, ci manca la mamma, ci manchiamo a vicenda, e questo non cambierà mai. Ecco perché non mi vergogno di dire che ogni qual volta posso, io torno a casa.