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mercoledì 25 maggio 2016

Io sono una paranoica: penso che il mondo intero ce l'abbia con me. Ecco perchè mi state tutti sul cazzo. (cit)

In quest'ultimo periodo mi è mancata l'ispirazione. Non sono riuscita a scrivere, non riuscivo a concentrarmi e ad avere un attimo per me. Le idee c'erano, erano tante, e anche ora ci sono ma forse perchè detesto il mondo, non riuscivo a scrivere un post che avesse filo logico. Così mi sono ricordata della mia adorata rubrica: "quello che non sopporto", e ho ritenuto fosse giunto il momento di scrivere un nuovo articolo, perchè le cose che odio non finiscono mai, aumentano, io peggioro e la gente intorno a me non fa nulla per farmi cambiare idea, anzi.



Odio la gente che deve sempre sottolineare che fa le cose meglio di te, soprattutto quando non è vero. Odio quelli che dopo aver soffiato il fumo della sigaretta, continuano a soffiare come se avessero dentro i polmoni lo scarico di una nave. Odio la gente che ti fissa: che cazzo guardi?
Odio quelli che devono per forza parlare di un argomento, anche se tu quell'argomento vuoi evitarlo. Allora magari ci girano intorno e quando tu abbassi la guardia, eccoli la a dirti tutto quello che pensano.
Odio la gente che non riesce ad aprire i propri orizzonti e resta confinata nelle proprie convinzioni.
Odio gli spoiler, odio tantissimo gli spoiler. Soprattutto odio gli spoiler che riguardano "Il Trono di Spade". Odio soprattutto quegli spoileratori che ti spoilerano facendo finta di non spoilerare. Ti mandano immagini equivoche oppure partono con la domanda che ti fa capire tutto. Ecco, per quelli credo proprio che ci debba essere un posto tutto speciale all'inferno. 
Detesto quelli che complicano le cose semplici, giusto per dare un pò di sale alla vita: la vita a volte è già troppo pepata, mangiare un pò sciapo fa bene, eccheca!


giovedì 21 gennaio 2016

Bambini...bambini ovunque. Ho Timore.

Il mio ragazzo mi dice sempre che ha paura che non sarò una buona madre, semplicemente perché detesto i bambini. Non lo so, secondo voi non esagera un tantino? Secondo me ... no.
E' vero, al momento non sarei pronta ad avere figli, perché mi sento ancora troppo figlia io, ho bisogni da figlia e atteggiamenti da figlia, e non ho per niente voglia di abbandonarli per diventare madre. Sono sicura che un giorno, almeno è ciò che spero, ci sarà questo richiamo ormonale che mi spingerà a riprodurmi, ma anche quando ciò avvenisse, dubito seriamente che riuscirei a diventare più tollerante verso i bambini (ad unica eccezione del mio).
E questo atteggiamento di fastidio, purtroppo, non riesco a celarlo. Se i bambini parlano, mi danno fastidio, se si muovono mi danno fastidio, se urlano o piangono, mi danno fastidio. In pratica li sopporto solo quando dormono fasciati dal momento in cui escono dall'ospedale a quando si svegliano per la prima poppata.
 
Questo mio essere contrariata dalla presenza di infanti, si traduce, per gli amanti della lite sul web (e a questo punto devo necessariamente citare zerocalcare http://www.zerocalcare.it/2014/09/08/i-litigi-su-internet/) in un focolaio di vipere, attirate dall'odore della donna senza figli, che si appostano aspettando un suo commento, pronte ad attaccarla. (N.B. Sono le stesse che allattano il figlio al seno fino a 5 anni dicendo che finchè il figlio prende il latte è giusto darglielo, ma soprattutto che escono la tetta in qualsiasi contesto si trovino perché è la cosa più naturale del mondo).
Qualche giorno fa è uscito un articolo che annunciava che un ristorante di Roma, per questioni di spazio e a causa di spiacevoli episodi avvenuti all'interno del suo locale, aveva apposto un cartello davanti all'ingresso dove c'era scritto che all'interno del locale NON ERA GRADITA la presenza di bambini MINORI DI CINQUE ANNI. (http://larep.it/1U9yydL).
Io l'ho condiviso, taggando per altro l'autrice di Nonpuòesserevero, la mia amica Gilda, con la quale condivido questa avversione (come potrete leggere dal suo ultimo post): non l'avessi mai fatto.
Mi sono sentita dire che sono piena di cattivi sentimenti. Che sono una donna anomala, e che i bambini sono la gioia del mondo, che dovrebbero essere ovunque e circondarci sempre. Perfino che dico cretinaggini. E quando, al mio far notare che lei (la ragazza che mi scriveva) è una mamma e con le sue offese non dava il buon esempio al figlio, mi ha risposto che sono tanto aggressiva da farle passare la voglia di rispondere. Io invece, una risposta per lei e per quelle come lei che non capiscono come una donna possa non sentirsi pronta ad avere un figlio all'età di quasi trent'anni, ce l'ho.
Quando ogni mattina ti svegli alle 7,15 e fai fatica pure a preparare il latte per te, e in 45 minuti devi essere fuori di casa e a volte ci riesci a mala pena; quando, fuori di casa, con un occhio aperto e l'altro ancora chiuso, aspetti l'autobus (o il tram alla fermata) e accanto a te ti ritrovi ragazzini che urlano, strepitano si tirano pezzetti di carta, che poi uno ti finisce addosso per forza; quando sali sul tram e non riesci neanche a respirare perché c'è un cumulo di scolari tra i 6 e i 10 anni che ti grida nell'orecchio, che non ha rispetto per gli anziani, ma neanche per chi è semplicemente più grande di loro, che ti pesta i piedi, ti spinge, ti da gomitate, mentre tu sogni ancora il tuo letto caldo che hai dovuto ingiustamente lasciare troppo presto e ripensi che fino ad un anno e mezzo fa c'era la mamma che ti portava la colazione a letto; quando vivi ogni giorno tutto questo, questa "tortura", come puoi non pensare che fare un figlio aumenterebbe il tasso di disarmonia del mondo?
Se per voi questo mi rende meno donna, allora sono meno donna, ma la verità è che io mi sento femmina tanto quanto tutte voi, e forse un po' più femminista, perché non relego il mio essere donna alla riproduzione. Non sono femmina perché sono madre, sono femmina perché ho un utero, e col mio utero ci faccio quello che voglio.
 

venerdì 16 ottobre 2015

Misteri della vita...

Ci sono cose nella vita, che non capirò mai. E ad un certo punto, sarebbe meglio smettere di farmi domande, o di stupirmi, ma proprio non ci riesco. Per esempio: vorrei chiedere a quelli che si fanno tutta la tratta sul tram, da un capolinea all'altro, che tengono a fare la sigaretta spenta in bocca. Perché? No vi prego, spiegatemelo. Perché avesse almeno un buon sapore, un odore...ma una sigaretta spenta, che magari si inzuppa pure il filtro con la saliva e poi anziché tirare il fumo ti ritiri la saliva che c'hai lasciato, non mi sembra una cosa molto bella o furba.
Poi ci sono quelli, sono sicura che ognuno di voi ha almeno un conoscente che lo fa, che mastica mettendo la bocca a buco di culo ma lasciandola un po' aperta, così che si senta il risucchio e si veda il cibo triturarsi tra i denti. Ora, visto che chi mangia non lo vede, perché fare questo dispetto a chi è con voi? No, se credete che sia sensuale, vi assicuro che non lo è, tranquillizzatevi., e soprattutto, smettetela!
Non parliamo di quelli che vi toccano il braccio mentre vi parlano. Per quelli, per citare una vignetta che gira ultimamente su facebook, deve esserci un girone infernale tutto loro. Forse insieme a quelli che quando tu parli, ti guardano la bocca e muovono le labbra simulando quello che tu dici. Ecco. Questo è uno dei misteri della vita, perché ogni tanto, questi strani individui che muovono le labbra cercando di anticipare le tue parole, ci prendono anche. Ci prendono tanto, che potrebbero fare le dragqueen senza sapere le parole della canzone. E allora mi chiedo: sono forse indovini? E perché, se sono indovini, me lo devono sbattere in faccia? Se sapete già cosa sto per dire, stoppatemi subito, che mi risparmio la fatica, ma non continuate a muovere le labbra mentre io vi parlo, vi prego, vi supplico, è terribile.
Non capirò mai quelli che usano i mocassini coi calzini bianchi e lunghi. Non capirò mai quelli che usano i boxer larghi, perché? Non capirò mai quelli che si rasano tutta la testa e poi si lasciano il codino...sarà perché odio gli indecisi, e quindi, o ti rasi o ti lasci i capelli lunghi, questa via di mezzo mi fa venire voglia di mettere le mani alle forbici e pensarci da me a farvi prendere una decisione.
Un mistero inspiegabile resterà sempre il perché certe donne debbano mettere la matita nera intorno alle labbra col rossetto rosso, che categoricamente scompare dopo qualche minuto, lasciando solo quell'orribile alone nero intorno alle labbra sbavate.
Immagino che secondo loro siano belle...Forse è davvero il caso di non porsi troppe domande, ricordando che a volte l'ignoranza è un bene.
 
 

giovedì 16 luglio 2015

Panico da mezzi pubblici e misofonia.

In questi giorni in cui il caldo è arrivato a livelli da infarto, prendere i mezzi pubblici è ogni volta un terno al lotto, e soprattutto, mette ansia. Mi capita di tornare tardi perchè in alcuni mezzi non riesco proprio a salire, a volte sono pienissimi e a volte manca l'aria condizionata, a volte sono pienissimi e manca l'aria condizionata insieme e quindi si muore.
E quindi ansia, tanta ansia che a volte si trasforma in panico. L'ansia di sentire troppa puzza di sudore, ma ancora di più, la paura di toccare qualcuno sudato, di prendersi qualche malattia. E dire, ragazzi, che io non sono per nulla ipocondriaca, sono una di quelle che è cresciuta sbucciandosi le ginocchia e mangiando con le mani sporche e non sono mai morta. Di anticorpi ne dovrei avere abbastanza per sopravvivere, ma certe cose mi suscitano veramente paura. Ad esempio: i pidocchi. I pidocchi, forse perchè non li ho mai avuti, mi mettono proprio paura. Al pensiero di poterli prendere tremo, ed è per questo che con il caldo, i mezzi pubblici dove spessissimo si vedono barboni, ma anche persone che pur avendo una doccia a casa hanno difficoltà ad usarla, diventano un luogo del terrore. Terrore che aumenta quando capitano scene come quelle che capitano a me, perchè io le sciagure le attiro come il miele attira gli orsi. 
E quindi vi racconto quest'ultima, ma faccio prima una piccola premessa: chi mi legge sa che soffro di una gravissima forma di misofonia. Mi da perfino fastidio il respiro pesante di chi mi sta accanto, tanto che a volte sono mossa dall'istinto di chiedere di smettere di respirare a quella determinata persona. Mi fermo perchè mi rendo conto che potrebbero anche denunciarmi per istigazione al suicidio. Ad ogni modo soffro terribilmente, da vecchia probabilmente diventerò una di quelle signore scassacazzi che al minimo rumore si mettono ad urlare e si lamentano di tutto. Per adesso mi limito a soffrire e lanciare occhiatacce, ma è anche vero che la gente sembra farmelo apposta. 
Così, qualche giorno fa, mi trovavo sull'autobus che prendo per tornare a casa, era l'ultimo tratto ed avevo miracolosamente trovato un posto a sedere; l'autobus aveva l'aria condizionata ed io, che ero ormai per più di metà sciolta, l'ho preso come un segno divino. Tuttavia non poteva mancare il rovescio della medaglia. La prima volta mi sento toccare i capelli. Mi tiro in avanti mi giro e vedo una mano allontanarsi; "Bene" mi dico. 
Dopo qualche minuto sento masticare; è un rumore che riesce a farmi perdere proprio il senno. Questo rumore ad un certo punto aumenta, tanto che me lo sento quasi addosso e sono costretta a girarmi. Non l'avessi mai fatto! Mi ritrovo una vecchia (credo che fosse femmina, ma non ne sono sicura), dalla pelle unta e bisunta, senza denti, che rideva e masticava la sua stessa saliva, praticamente coricata sul mio sedile. Mi guarda e ride. Lo confesso e forse un pò me ne vergogno, mi è salito il classico brivido di paura che viene quando vedi un maniaco che ti fissa, o un cane che ti ringhia addosso. Mi sono spostata, ma non mi sono tranquillizzata finchè non sono scesa dall'autobus.
A casa mi sono fatta una doccia di quelle che rischi di strapparti la pelle per quanto strofini, e il mio pensiero fisso era: mi avrà immischiato i pidocchi.
No, per fortuna non ho i pidocchi, ma sicuramente voleva mettermi paura per fregarsi il sedile davanti e coricarsi un pò, e c'è riuscita.




giovedì 14 maggio 2015

Quello che non sopporto...

Lasciandomi ispirare dal film "un fidanzato per mia moglie" oggi inauguro una nuova rubrica: "quello che non sopporto..."
Ne avete già avuto un assaggio nei vecchi post dove periodicamente stilavo classifiche ma qui, stavolta, lasciandomi ispirare da ciò che mi ricorda, andrò a ruota libera, senza dare spiegazioni di sorta.
Ad esempio, non sopporto quelli che non portano la barba, ma si lasciano un triangolino di pelo nell'incavo tra labbro inferiore e mento. Che senso ha? Mi verrebbe voglia di staccarlo con un solo colpo di pinza. Oppure non sopporto quelli che scendono dall'autobus e anziché proseguire per fare scorrere il flusso, si fermano li, subito, a riflettere. Si guardano intorno, mani ai fianchi, con aria spaesata. Ma vi costa così tanto fermarvi a riflettere sul senso della vita qualche metro più in la? Poi non sopporto quelle coi ciuffi di capelli davanti agli occhi incastrati tra gli occhiali. Mi viene prurito, mi comincio a spostare i capelli io e non capisco come fanno a continuare a leggere senza scomporsi o infastidirsi minimamente. Non sopporto quelli con la pelata ed il codino, non sopporto quelli che masticano le chewin-gum con le labbra aperte e fanno i palloncini dentro la bocca.
Proprio non sopporto quelli che sbagliano il congiuntivo. Qualcuno mi ha detto "ma è normale sbagliarlo, è troppo difficile". Ma perché ? Il condizionale è facile? E poi, lo dice la parola stessa "condizionale", quindi che ce lo ficchi a fare in una ipotetica? Ok, lo ammetto: la lingua italiana è complicata, però dai, io amo il congiuntivo.
Non sopporto quelli che mettono le cuffie per ascoltare la musica, ma tengono un volume talmente alto che li senti pure se stai seduta fuori dall'autobus e ti sembra di stare in discoteca. A sto punto, mettila senza cuffie e balliamo tutti assieme, no?
Non sopporto la musica napoletana neomelodica, e ancora meno sopporto chi la ascolta e la canta, vantandosene.
Non sopporto le donne coi baffi o coi peli sotto le ascelle, proprio mi fanno sentire male e non sopporto quelli che ti dicono "se va avanti"...spingendo, quando davanti è palese che non puoi andare a meno che non fai anche tu la cafona e spingi. Ma a questi ultimi rispondo con facilità. Li faccio passare e gli dico "signora guardi, spinga lei la signora davanti, così se li prende lei gli insulti." Si, "signora", perché quasi sempre le più cafone sono proprio le donne, mentre nei maschi ho potuto notare ancora un certo livello di cavalleria, seppur non eccessivo, ma presente.
Non sopporto quelli che leggono bisbigliando. Perché devi bisbigliare? Le parole le vedi, a che serve ripeterle? A chi lo vuoi fare sentire?
Ma eccomi, sono arrivata a destinazione, ho smesso di guardarmi intorno e di avere fonti di ispirazione, quindi, alla prossima puntata.

venerdì 24 aprile 2015

C'è odio tra di noi!

È ormai chiaro a tutti che tra i frequentatori di mezzi pubblici c'è un odio atavico, che nasce dalla rivalità di volersi sedere nello stesso posto, o di essere riusciti a prendere il mezzo prima dell'altro, o dalla spinta e così via. Io, che odio già da me l'essere umano, ho visto semplicemente quest'odio amplificarsi, il mio sguardo inferocirsi e la mia tolleranza diminuire drasticamente.
Per questo motivo, oggi stilerò la classifica di ciò che odio di più sui mezzi pubblici, è una classifica a caso, ovvero senza ordine di importanza.
 
I miei dieci peggiori incubi quando salgo su un mezzo pubblico:
 
1) La tipa che urla al telefono: io capisco che il rumore del tram o dell'autobus, o della metropolitana, possa essere assordante, ma bisogna anche rendersi conto che essere circondata de gente implica una certa garbatezza, perché la tua libertà finisce dove inizia la mia e allora se io sono libera di non aver rotto un timpano, tu non sei libera di gridare i cazzi tuoi ai quattro venti. E anche se, mi duole ammetterlo, quasi sempre si tratta di siciliane e/o napoletane, per cui i loro discorsi possono anche suscitare un certo interesse, a volte, quando torno da lavoro sono talmente stanca che il minimo rumore mi fa saltare i nervi...figuriamoci una che strilla la sua disperazione all'amica del cuore per telefono.
 
2) Gli amanti del rischio: quelli che stanno sulla linea gialla alla fermata della metro, oppure attraversano i binari quando sta per arrivare il tram. Quelli che, pur sentendo il rumore di chiusura, si infilano, restando quasi sempre incastrati tra le porte. Perché? che motivo c'è di farmi stare in ansia? E se poi muori?
 
3) Le donne baffute: voi direte "eh ma esageri, che te ne frega se una tizia c'ha i baffi? Che ti farà di male?". Ma davvero non vi rendete conto di quanto sia terribilmente fastidioso guardare una donna coi baffi? A me, in questo caso, mi viene solo da citare Wanna Marchi: "Clienti, telespettatrici, amiche, giovani, non giovani, vecchie, non vecchie, io vi dico, ma cosa osate lamentarvi che non esistono più uomini?! MA SIETE PAZZE, SAPETE PERCHE'? Perché ad un uomo NON PUO' PIACERE LA DONNA COL PELO! NON E' POSSIBILE, NON E' POSSIBILE!!!! E allora io vi dico, Signore, o Wanna Marchi è pazza, ed io non credo, ma anche se fosse, preferisco di gran lunga ESSERE PAZZA E SENZA PELO, E' CHIARO IL CONCETTO?!?"
Credo non serva aggiungere altro di mio.
 
4) Le scolaresche: urlano, gridano, spingono, se ne fottono di ogni altro passeggero monopolizzando il mezzo come se fosse uno scuolabus. Questo è più che sufficiente per farle entrare nella classifica.
 
5) Le coppiette: adolescenti, ma soprattutto non più tanto giovani, che si scambiano effusioni in pubblico. Sarò strana io, ma è una cosa che non tollero, soprattutto in un posto dove l'altra gente, per questione di spazio e di chiusura, non può andarsene ed è costretta a sentirti e vederti. Quei rumori di labbra insopportabili, magari anche col risucchio, che istintivamente mi fann partire l'urlo e il pugno, come si possono tollerare? Voi ci riuscite? Io vorrei ucciderli tutti, dire loro di lasciarsi perché fanno veramente schifo insieme, distruggere l'amore e i loro ormoni ancora prima che si formino, l'uno e gli altri. Divento Hitleriana in queste situazioni, ma per fortuna riesco ancora ad incanalare la rabbia nel semplice sguardo storto (la mia arma preferita).
 
6) I masticatori di chewingum: come le coppiette, questa categoria rientra nella categoria dei rumoristi. E' qualcosa che non riesco a sopportare, mi fa proprio male fisico ritrovarmi con l'orecchio vicino a gente che fa rumori con la bocca, mi viene voglia di ucciderli tutti. Avrei voglia di dire loro "Dio ti ha dato le labbra e i denti per masticare, ma ha fatto in modo che tu potessi farlo tenendo le prime unite. Tu perché non lo fai? Dio non ti ha fatto con le labbra aperte, perché non chiudi quella CAZZO DI BOCCA?" Ma anche qui, o mi sposto, o se non posso, mi limito ad usare la mia arma preferita.
 
7) Gli Idrofobi: puzza di piedi, puzza di sudore, puzza di alito, puzza di fumo. Questi individui ovviamente non si lavano, perché ammesso che usino deodoranti (cosa che non credo) con una puzza del genere, niente può aiutarti se non una bella e sana sgrasciata. E risulta piuttosto evidente che loro non abbiano voglia di darsela, ma da un po' di tempo anche. Sporchi, schifosi, puzzolenti, li manderei a lavarsi al fiume gelido di montagna, direttamente sotto la cascata, ma ahimè non ho come risolvere la questione, dunque, mi allontano il più possibile.
 
8) I tiratori di naso: altro incallito rumorista, il tizio col perenne raffreddore, che disconosce completamente l'uso del fazzolettino di carta. Preferisce far sentire a tutti il suo adorabile rumore, e far andare il muco a ballare coi neuroni ogni 30/40 secondi. Si, perché in alcuni, il ritmo è veramente incalzante, diventa quasi una musica, ovviamente tribale, ovviamente, se potessi, romperei la radio.
 
9) I panzoni inconsapevoli: sono quei tizi enormi, o comunque dotati di grossa e sporgente panza, che probabilmente non si sono accorti della protuberanza, e il fatto che non vedano più il loro pene quando vanno in bagno lo hanno collegato semplicemente all'età. E invece no, brutti e schifosi omaccioni, voi AVETE LA PANZA e l'avete anche bella grossa, per cui come potete pensare di infilarvi tra due persone (una delle quali sono sempre io) quando il tram è già stracolmo e a stento riusciamo a respirare? Ma no, loro ci passano, scatafottono qui e la la gente con la loro enorme PANZA e manco chiedono scusa. Vorrei bucargliela quella panza, vorrei usare con loro la tipica frase della nonna del vicino che sbucava fuori quando, a Palermo, giocavamo a pallone e la palla andava nel giardino della casa accanto: "Chiffà, u tagghiamu stu palluni?!"
Ecco a loro vorrei dire la stessa cosa, ma, a parte che non mi capirebbero, avrei poi il terrore di vedere usare la loro panza contro di me e quindi, come sempre, uso solo il mio sguardo , tagliente...ma non abbastanza.
 
10) I signori col respiro a fischio: io mi rendo conto che per alcuni il problema sia serio, che ci sia anche un po' d'asma, e che non posso chiedere certo loro di non respirare, ma vorrei...vorrei tanto che la smettessero. Quel rumore stridulo che si insinua nell'orecchio mi fa profondamente male. Serro i pugni, strido i denti e stringo gli occhi, provando a resistere fino all'apertura delle porte... ogni tanto, mi salvo prima, perché il tizio sparisce prima che sia io a scendere. Fiu.